Non ho na mazza da fare, quindi ho deciso di tradurre alcune fanfiction da un sito inglese di fanfiction.
I credits vanno ovviamente ai rispettivi autori, io svolgo soltanto un lavoro di traduzione.
Piccoli chiarimenti: One shot sono delle piccole storie, di circa 100 parole, o anche meno. detto questo iniziamo ^^
REDIl rosso è sempre stato il colore preferito di Gaara. Quando era un ragazzino, la ragione era facile da capire. Il rosso è il colore del sangue. Sia che cadeva dall'alto, sia che scorreva dal corp delle sue vittime, Gaara amava vedere quel fluido rossiccio che usciva dalla carne degli altri. Ma ora, non era più il caso. Infatti in questi anni, è cambiato molto da allora. Ma il rosso rimaneva comunque il suo colore preferito, neanche lui sapeva perchè.
Forse per via della colorazione che il cielo assumeva al tramonto, o per tutte le cose che il rosso simboleggiava: passione, potenza, coraggio....amore.
O forse, era per via di come Matsuri era carina in quel suo kimono rosso.
Desert RainCi è voluto un pò prima che la pioggia si fermasse. Non pioveva nel villaggio della sabbia da anni, e da tutti i giorni in cui poteva piovere, doveva piovere proprio in quel giorno. Gaara lanciava maledizioni in silenzio, quandò arrivo alle alture che circondavano il villaggio. Si erano concordati di incontrarsi in quel luogo il giorno precedente, ma di lei non c'era traccia, come si era aspettato. Perchè qualcuno avrebbe aspettato sotto la pioggia incessante per
lui ? Con un sospiro, Gaara si girò per ritornare al villaggio, ma si congelò quando sentì una voce familiare venire da dietro.
"Aspetta Gaara! Gaara! Sono qui!" Il giovane rosso velocemente si girò per vedere Matsuri che scendeva da una roccia dietro di lui. Era bagnata fradicia.
LifeMatsuri emise un gemito di sorpresa, colpita da quel calcetto che proveniva dalla sua pancia. La sua mano automaticamente si posò sul suo stomaco; sorrise energicamente quando sentì un'altro calcetto con il palmo della sua mano.
"Gaara! Gaara, vieni qui, subito!" Esclamò, spaventandosi però quando sentì un forte boato,susseguito dal rumore di passi pesanti che picchiettavano sul pavimento, fino a quando non vide suo marito entrare correndo nella sua stanza, con gli occhi pieni di preoccupazione.
"Cosa c'è? Stai bene, c'è qualcosa che non va col bambino?"
"Stiamo entrambi bene", assicurò Matsuri. Sin da quando scoprirono che era incinta, Gaara era diventato molto ansioso, assumendo un comportamento totalmente opposto dal suo solito atteggiamento calmo e freddo.
"Guarda un pò qui" disse lei, gentilmente prendendo la sua mano e posandola sul suo stomaco. Un piccolo sorriso si mostrò sul volto di lui, quando percepì il bambino calciare.
Thirty-sixLei era ormai da trentasei ore in ospedale-trentasei ore lunghe e dolorose.
Matsuri emise un sospiro, stanca, e guardò suo marito che era seduto nella sedia vicino al suo letto.
"Gaara cosa c'è che non va? Perchè non vuole uscire?" Chiese disperatamente, come se lui potesse conoscere la possibile risposta a questa domanda.
Il rosso sembrò pensarci su, insicuro su cosa dirle. Non poteva semplicemente dirle che alcuni travagli erano più lunghi di altri. Lei aveva appena passato la fase "moglie urlante al marito" (seguita dalla fase "moglie emotiva che rassicura il marito dicendogli di amarlo") e lui non voleva dirgli qualcosa per farla rattristare. Ma lei sembrava stare così male in quel letto... Doveva dirle qualcosa, anche per farla stare un pò meglio.
"io penso"-iniziò-" che magari le hai creato un'abitazione così buona in questi 9 mesi, che ora non vuole uscire"
Matsuri sorrise, e con amore gli accarezzò la guancia con la sua mano sinistra, esclamando commossa:
"awww, sei così dolce a dire queste scemenze per me"
ThreeMatsuri camminava felice attraverso il mercato affollato di Sunagakure, trascinandosi dietro un Kazekage annoiato. Non è stato facile convincerlo a venire con lei, ma dopo alcune faccine con occhioni grandi ben fatte, era riuscita a trascinarselo dietro. La coppia si fermò un momento per far passare una madre con i suoi figli. Sorrise quando vide i bambini che seguivano la madre formando una fila indiana, proprio come delle paperette.
"uno, due tre, quattro, cinque..." contò, quando un pensiero attraversò la sua mente.
"penso che tre sarebbero perfetti"
"tre?" chiese Gaara, girandosi verso di lei . "tre cosa?"
Matsuri rise piano, e continuò a camminare, seguita dal rosso confuso, e con la sensazione di essersi perso qualcosa.
Per ora è tutto, mi sn stufata di tradurre XD Vado a prendermi un yogurth al cioccolato (come se a qualcuno fregasse qualcosa XD) ciao ciao, alla prossima fanfiction
